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Aldo Moro ucciso da Andreotti e Cossiga? Le rivelazioni choc del giudice Imposimato

stella mccartney borse,stella mccartney outlet,stella mccartney online,stella mccartney borse outlet,stella mccartney outlet online,borse stella mccartney A uccidere Aldo Moro sono state le Brigate Rosse, a volere la sua morte furono Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e il sottosegretario Nicola Lettieri. A lanciare l’accusa choc èFerdinando Imposimato, oggi Presidente Onorario della Corte di Cassazione e all’epoca giudice istruttore del sequestro e dell’omicidio di Moro.  Le dichiarazioni arrivano nel corso della rassegna Tabularasa, organizzata a Reggio Calabria dall’associazione Urba/Strill.it. Parole sconvolgenti che gettano nuova luce sul caso più misterioso e doloroso della recente storia d’Italia. I sospetti e i veleni che per anni hanno aleggiato sul sequestro e la morte del presidente della DC, troverebbero ora la conferma nelle dichiarazioni del giudice. borse stella mccartney

Imposimato ha aggiunto altri dettagli sul caso. Se non gli fossero stati nascosti alcuni documenti,avrebbe incriminato i tre politici fin d’allora con l’accusa di concorso in associazione. Non solo: secondo il giudice i servizi segreti e i Carabinieri sapevano dove le Br avevano nascosto Moro e per questo il generale Alberto Dalla Chiesa voleva intervenire per liberare Moro. “Due giorni prima dell’uccisione ricevettero l’ordine di abbandonare il luogo attiguo a quello della prigionia“. stella mccartney borse

Andreotti, Cossiga e Lettieri sono “responsabili anche delle stragi: da Piazza Fontana a quelle di Via D’Amelio“. La mano nera degli uomini dello Stato, secondo la ricostruzione di Imposimato, eracoperta da Gladio, la struttura paramilitare segreta creata sotto l’egida della Nato all’epoca della Guerra Fredda per fermare l’avanzata dei paesi comunisti. Riconosciuta come realmente esistente dallo stesso Andreotti nel 1990, in realtà era “uno specchietto per le allodole“, una sorta di copertura sotto cui agire indisturbati.

A Falcone e Borsellino rimprovero soltanto di non aver detto quanto sapevano, perché oakley 2013 avevano capito e intuito tutto, tacendo per rispetto delle istituzioni“, ha spiegato il giudice che fa un’altra rivelazione choc. Oltre a Cosa Nostra, a volerli morti era anche “la Falange Armata, una frangia dei servizi segreti” di cui la mafia eseguì l’ordine.

Alle parole, Imposimato ha fatto precedere i fatti: all’inizio di giugno ha infatti presentato unesposto alla Procura di Roma sottolineando come le forze dell’ordine sapevano all’ lunette carrera epoca dove Moro era tenuto prigioniero: nel testo ci sono anche le dichiarazioni di quattro agenti e militari che confermano la tesi del giudice, secondo cui il covo di via Montalcini fu controllato e monitorato per settimane

Il mistero dell’ora del ritrovamento

Il caso ora è di nuovo aperto: i magistrati stanno cercando di capire se ci siano davvero dei nuovi indizi che possano far partire nuove indagini e, nel frattempo, spunta un secondo fascicolo sul caso Moro.

La Procura romana sta infatti lavorando sul mistero dell’ora del ritrovamento del cadaveredopo le dichiarazioni rese da due artificieri che erano in via Caetani, davanti alla Renault 4.

Vitantonio Raso e il suo collega Giovanni Circhetta vennero chiamati per disinnescare eventuali bombe e arrivarono per primi davanti all’auto. Il bagagliaio fu aperto alla presenza di Cossiga, allora ministro degli Interni, ma non dopo le 12.30, ora della telefonata dei brigatisti che annunciò la morte del presidente democristiano e il luogo dove rinvenire il corpo. I due artificieri hanno dichiarato che arrivarono in via Caetani alle 11, un’ora e mezza prima della famosa telefonata: all’epoca però nessuno li interrogò.

I due antisabotatori hanno raccontato prima all’Ansa e poi ai giudici quei momenti: Raso fu il primo a entrare nella R4 e a trovare il cadavere di Moro sotto la coperta. Erano le 11 e poco dopo arrivò Cossiga: fino a oggi si è saputo che l’allora ministro arrivò in via Caetani verso le 14. Quando avvisò Cossiga del ritrovamento, Raso notò l’assenza di qualsiasi reazione da parte sua: “Sembrava che sapessero già tutto“.

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